Gidi Littwin ha passato anni in Apple a insegnare a una macchina a riconoscere i volti: il FaceID che sblocca milioni di telefoni con uno sguardo. Ora punta più a fondo. La sua nuova azienda, Hemispheric, uscita dallo stealth con 52 milioni di dollari raccolti, vuole applicare la stessa ossessione per la precisione a un territorio meno docile ovvero: il cervello.

Da “chi sei” a “come stai, lì dentro”. La biometria che identificava una faccia prova adesso a leggere una psiche.

Descartes, o la tentazione di misurare la mente

Il modello si chiama Descartes, e il nome è già una dichiarazione. Là dove il filosofo separava mente e corpo, Hemispheric prova a ricucirli dentro un numero. Sei miliardi di parametri, addestrati su oltre 250.000 ore di tracciati EEG raccolti da 100.000 volontari pagati tra Asia, Tel Aviv e Boston.

Oggi depressione, PTSD, schizofrenia e Alzheimer si diagnosticano ancora con questionari, colloqui, osservazione, strumenti soggettivi, senza un equivalente oggettivo e misurabile. Descartes promette di trasformare l’attività elettrica in metrica, allo stesso modo in cui un modello linguistico inferisce il senso dal testo.

Una cuffia EEG leggera, un tablet con cui interagire per un quarto d’ora, e il modello restituisce al medico indicatori quantitativi. Nessuna risonanza, nessuna procedura invasiva.

Resta la domanda che nessuna cuffia misura: se rendere leggibile la mente significa renderla più curabile per milioni di persone senza accesso a un neurologo, è una porta che vale la pena aprire.

Ma quando ciò che finora si raccontava a parole diventa un dato oggettivo, cambia anche il modo in cui pensiamo di essere fatti e non è detto che ce ne accorgiamo, mentre indossiamo la cuffia.

Fonte: Hemispheric.ai