C’è una scena che probabilmente hai già vissuto, anche senza sapere cosa stessi guardando. Una schermata piena di personaggi minuscoli, animazioni continue, micro-storie che si incastrano come circuiti impazziti che continuano a vivere di vita propria. La tua esperienza è un continuo tra: scroll. ti fermi, ritorni indietro… e poi Zoom! E alla fine ti accorgi che sono passati venti minuti e non hai ancora capito cosa stavi cercando. Ecco! Benvenuto in Floor 796!
Non è un gioco, nè un’animazione, e nemmeno tecnicamente un’opera finita. Floor 796 è una sorta di esperimento collettivo nato online, un piano infinito di un edificio immaginario popolato da centinaia di personaggi animati, tutti diversi, tutti in movimento contemporaneamente. Un ecosistema visivo che cresce, si trasforma, si stratifica nel tempo.

Il progetto, nato dalla creatività di Pavel Sannikau, 36enne bielorusso, si inserisce in una visione unica, una sorta di stazione spaziale immaginaria composta da migliaia di livelli (oltre 6000 layer) attraverso un’architettura impossibile che esiste più come idea che come struttura completa proprio perchè quello che stai guardando non è un prodotto finito, ma un frammento. Un segmento di un universo che, teoricamente, potrebbe estendersi all’infinito. Non è più solo un piano. È una sezione di mondo.
Non vuoi arrivare alla fine. Vuoi continuare a cercare!
L’ossessione nasce nei dettagli

Ci sono ninja che combattono in loop, robot che riparano altri robot, creature che sembrano uscite da un vecchio JRPG mai pubblicato, personaggi glitchati che ricordano sprite corrotti di un Amiga dimenticato. È tutto lì, contemporaneamente. E il punto non è vedere tutto — è impossibile — ma entrare in una relazione con ciò che stai guardando. Questo tipo di esperienza ha anche una base teorica; studi sulla percezione visiva e sull’attenzione distribuita mostrano come il cervello umano sia naturalmente attratto da ambienti complessi ma leggibili, dove il dettaglio si ripete ma con variazioni minime, ecco che Floor 796 è esattamente questo: un pattern infinito di micro-differenze ed è forse proprio per questo che non riesci a smettere. Non è dipendenza. È riconoscimento.
Una delle cose più affascinanti è che Floor 796 non è un caos totale perchè a guardalo è curato e ogni contributo degli utenti deve rispettare regole precise: scala, animazione, coerenza visiva il progetto è aperto agli artisti, ma segue una grammatica condivisa. È una collaborazione, ma con disciplina – anche grazie agli strumenti di editing messi a disposizione dallo sviluppatore. E qui si inserisce un altro livello di lettura: non è solo un’opera visiva, è una comunità che lavora dentro un sistema che si espande lentamente, pezzo dopo pezzo, senza mai perdere completamente il controllo.
Un archivio nascosto tra link e citazioni
Navigando in Floor 796 notiamo che si attiva subito una memoria, difficile da definire, non nostalgia diretta, ma una sensazione di familiarità. Secondo GameSpew, il progetto viene spesso descritto come un “Where’s Waldo moderno”, ma la verità è che va ben oltre, perchè non cerchi solo personaggi nascosti, ma ti perdi in un flusso continuo di stimoli visivi che ricordano videogiochi, anime, cultura pop e interfacce digitali degli anni ’90. Un vero e proprio “vortice nerd!”. C’è un livello ancora più sottile, che spesso si scopre solo dopo qualche minuto di esplorazione attenta: molte delle animazioni presenti in Floor 796 non sono semplici figure decorative, ma vere e proprie citazioni. Cliccando sopra le singole sezioni o personaggi è possibile risalire agli autori o ai riferimenti originali, creando una rete di connessioni che trasforma il progetto in qualcosa di simile a un archivio interattivo. Una caccia silenziosa fatta di riconoscimenti, déjà-vu e piccoli cortocircuiti culturali che rendono ogni visita diversa dalla precedente.

Jean-Claude Van Damme che balla in KickBoxer

Ragionando, effettivamente, viviamo in un’epoca in cui ogni contenuto è progettato per essere consumato velocemente. Pensiamo alla nostra vita digitale attuale fatta di: scroll, like, next continui. Floor 796 va nella direzione opposta perchè sebbene non ti chiede nulla, ti trattiene. Maledettamente incollato!
Non lo abbiamo definito “Gioco” sopra proprio perchè non ha obiettivi, non ha progressione, non ha ricompense. Eppure continui a guardarlo perchè non è progettato per essere “finito” ma è progettato per essere attraversato. E questo cambia completamente il modo in cui interagisci con esso: non sei più un utente che consuma, ma un osservatore che esplora. Inoltre c’è un altro motivo per cui Floor 796 funziona così bene: non è completo. Probabilmente non lo sarà mai e questa incompletezza non è un difetto, è la sua forza.
Sapere che esistono (o potrebbero esistere) migliaia di altri piani, che quello che stai guardando è solo una porzione, che ci sono altri utenti pronti ad aggiungere personaggi e dettagli, beh, questo crea una vera e propria tensione sottile, che sfocia in una curiosità che non può essere soddisfatta del tutto. È lo stesso meccanismo delle mappe nei videogiochi open world, o dei mondi mai completamente esplorabili.
Non riuscirai a smettere (e non è un problema)
Alla fine, Floor 796 è magico perché non cerca di funzionare nel modo tradizionale, non è ottimizzato, non è efficiente e non è progettato per trattenerti con trucchi o rompicapo. Lui è semplicemente lì e tu ci torni non per finirlo, ma per attraversarlo, di nuovo, e magari tornare nei punti visitati in precedenza… ed è bellissimo. Si! Perché, in un mondo che cerca costantemente di guidarci, spiegarci e velocizzarci vero il prossimo obiettivo, il prossimo checkpoint, trovare qualcosa che esiste senza chiederti nulla è raro!











